Grappa di Barolo Riserva: il Nebbiolo dopo il vino
Una grappa Mazzetti d’Altavilla secca, tannica e aromatica, al 43% vol.

Nebbiolo sulla vite in Piemonte. Foto: Hanna, Wikimedia Commons, CC BY 2.0.
Hanna · Wikimedia Commons · CC BY 2.0 · Documento originale · CC BY 2.0
Il vitigno dietro la grappa
Mazzetti d’Altavilla seleziona vinacce di Nebbiolo da Barolo, indicando Langhe e Roero come provenienza. La grappa mantiene così un legame con l’uva e con la vinificazione che la precedono. Il punto di partenza sono le vinacce dopo il lavoro di cantina: non si tratta di distillare direttamente il vino Barolo già finito.
Il tempo del rovere
Questa Riserva viene affinata nel rovere. La casa la colloca fra le grappe secche e invecchiate e ne sottolinea la struttura piacevolmente tannica. Il legno contribuisce a modellare la materia e una parte dei profumi. Mazzetti ricorda inoltre la medaglia d’oro ottenuta a Bordeaux nel 2001, una tappa storica nel percorso di questa referenza.
Un vocabolario ricco di sfumature
Nocciola, liquirizia, vaniglia e tabacco sono espressamente citati dal produttore. Lievi sentori floreali incontrano cuoio e tostatura. La bocca è ampia e persistente, con una presa tannica che dà rilievo al carattere secco. Questa combinazione aiuta chi cerca una grappa strutturata, dal profilo aromatico sviluppato e facilmente confrontabile con altre riserve.
Nella nostra carta
La dose è di 4 cl al 43% vol. Secco, tannico, tabacco, cuoio, nocciola e tostato permettono di ritrovarne le diverse sfaccettature e confrontarle con quelle delle altre grappe invecchiate.
Fonti e approfondimenti
Documentazione del produttore 1
Documentazione del produttore 2
Documentazione del produttore 3
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