Grappa Tignanello: una nuova espressione delle vinacce
Una grappa bianca Marchesi Antinori al 42% vol., prodotta in quantità limitata.

Cabernet Sauvignon nella Napa Valley, California — Lyn Gateley, Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Immagine botanica della vite; la fotografia non rappresenta la tenuta Tignanello né le vinacce del lotto di grappa.
Lyn Gateley · Wikimedia Commons · CC BY 2.0 · Documento originale · CC BY 2.0
Dopo il vino, il lavoro continua
Grappa Tignanello prosegue il lavoro dell’uva attraverso le sue vinacce fermentate. Antinori le trasferisce in distilleria subito dopo la svinatura e la pressatura. Questo momento permette di lavorare una materia ricca di alcol e sostanze aromatiche.
Dalle diverse partite di vinaccia nascono più lotti di distillato. La casa sceglie poi i migliori, i più fini e aromatici, per l’assemblaggio finale. La disponibilità è limitata.
La finezza dell’uva prima del legno
Questa referenza appartiene alle grappe bianche. Il suo interesse sta nel carattere dell’uva e nella precisione aromatica della vinaccia, con una presenza diretta e ampia al palato. Il calore del distillato accompagna la finezza nell’esperienza di assaggio.
Qui i riferimenti utili sono il frutto dell’uva, l’aromaticità e l’equilibrio dell’assemblaggio: una lettura diversa rispetto alle riserve segnate dalla botte.
Ritrovarla e confrontarla
La proponiamo in 4 cl, al 42% vol. Tignanello, grappa bianca, uva, aromatico o secco aiutano a ritrovarla nella ricerca della carta.
L’archivio del vino Tignanello racconta un’altra parte del suo universo. Per scegliere nel bicchiere, il confronto con le grappe invecchiate aiuta soprattutto a distinguere l’espressione della vinaccia da quella aggiunta dal legno.
Fonti e approfondimenti
Lyn Gateley — Wikimedia Commons
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