Quintessentia Riserva: l’amaro incontra il legno
Un amaro Nonino al 35% vol., invecchiato oltre ventiquattro mesi.

Botti fotografate da Nonino, a Percoto, nel 2025. Naturpuur, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Immagine dell’invecchiamento in distilleria; non identifica una botte specifica di questa cuvée.
Naturpuur · Wikimedia Commons · CC BY-SA 4.0 · Documento originale · CC BY-SA 4.0
Il ritorno alle piccole botti
La Riserva richiama un episodio della storia familiare. Antonio Nonino conservava l’antico Amaro Carnia in piccole botti quando l’acciaio era costoso. Il contatto con il legno faceva evolvere l’infusione. La casa presenta questa riserva come un ritorno a quella pratica.
Quintessentia riunisce erbe, spezie, frutti, bacche e radici, con una base arricchita da acquavite d’uva ÙE invecchiata. Questa versione dell’amaro trascorre a sua volta oltre ventiquattro mesi in barrique di rovere e piccole botti, sotto controllo doganale.
Un percorso aromatico particolare
Sottobosco autunnale e muschio aprono un registro inatteso, seguito da uvetta sultanina e richiami di passito. La bocca è molto morbida: l’amarezza del rabarbaro incontra arancia flambé e vaniglia caramellata.
Una freschezza balsamica mantiene l’equilibrio e accompagna la lunga persistenza. Morbidezza, amarezza e freschezza possono quindi essere percepite insieme. I livelli della carta aiutano a leggere la combinazione, senza ridurre l’amaro a una sola parola.
Una ricerca più precisa
Lo proponiamo in 4 cl, al 35% vol. Amaro, legno, sottobosco, rabarbaro, arancia flambé, vaniglia e balsamico permettono di ritrovarlo.
Quintessentia classico rimane un altro riferimento nella selezione. La Riserva sviluppa un proprio tocco al palato e un registro più segnato dal tempo trascorso nel legno.
Fonti e approfondimenti
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