Nonino da Prosecco: la Glera dopo il vino
Una grappa bianca di Glera, fresca e delicatamente floreale, al 38% vol.

Glera sulla vite. Ursula Brühl, Julius Kühn-Institut, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. L’immagine mostra il vitigno da cui provengono le vinacce di questa grappa.
Ursula Brühl · Julius Kühn-Institut · CC BY-SA 4.0 · Documento originale
Dall’uva alla vinaccia, dalla vinaccia alla grappa
Il nome da Prosecco indica le vinacce di Glera impiegate da Nonino. Dopo la vinificazione, le bucce conservano parte dell’identità aromatica del vitigno. Dalla loro distillazione nasce una grappa: nel bicchiere non c’è un Prosecco spumante né un vino liquoroso.
Le vinacce fresche vengono lavorate con distillazione discontinua in alambicchi di rame a vapore. Il distillato riposa poi da sei mesi a un anno in recipienti d’acciaio inox. Il riposo favorisce l’armonia del profilo senza aggiungere aromi di botte.
Leggera al palato, con una vena di dolcezza
I fiori d’acacia e la mela Golden accompagnano una sensazione fresca e leggera. Nonino parla di una vena di dolcezza: è un’impressione gustativa, diversa dalla dolcezza marcata di un liquore.
Il registro floreale rimane delicato. Per chi cerca una grappa senza legno, dall’espressione più morbida rispetto alle riserve, questa bottiglia offre un primo riferimento chiaro.
Come riconoscerla nella nostra carta
La proponiamo in una dose di 4 cl, al 38% vol. Acacia, mela, floreale e freschezza sono parole utili per ritrovarla nella ricerca della carta dei liquori.
Il confronto con Prosecco Riserva aiuta a capire l’effetto del tempo: la Glera è la stessa materia d’origine, ma il legno introduce una consistenza diversa e sfumature di vaniglia e cioccolato.
Fonti e approfondimenti
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