Sambuca d’Amante: l’anice e il gesto italiano
La sambuca bianca Francoli al 40% vol., densa e intensamente aniciata.

Anice verde, Pimpinella anisum, nell’atlante di Köhler dell’Ottocento: fiori, frutti e dettagli della pianta. Illustrazione botanica, pubblico dominio.
Franz Eugen Köhler · Fonte dell’immagine · Pubblico dominio
Un liquore della tradizione
D’Amante è la sambuca bianca di Francoli. La casa descrive un liquore denso, con i sapori intensi dell’anice. Appartiene alla tradizione italiana in cui la fine del pasto può prolungarsi con un piccolo bicchiere aromatico, talvolta accompagnato da un gesto intorno ai chicchi di caffè.
Quattro materie aromatiche dichiarate
La ricetta utilizza un distillato di infuso di semi di anici verdi e anici stellati, fiori di sambuco e semi di coriandolo. Acqua, zucchero e alcol completano l’insieme. I due anici sono piante distinte: la parentela del profumo spiega il loro incontro nello stesso bicchiere, senza cancellarne la differenza botanica.
Dolcezza e densità
La dolcezza dà rotondità e l’anice rimane il riferimento dominante. Sambuco e coriandolo completano un’espressione netta e profumata. D’Amante è al 40% vol.: l’intensità aromatica e la densità sono centrali nel suo stile. È una scelta diversa da un amaro cercato principalmente per la forza della sua amarezza erbacea.
Il caffè come possibile seguito
La proponiamo in dose da 4 cl. Francoli cita il servizio con la mosca, con qualche chicco tostato. L’archivio dedicato spiega il contrasto fra dolcezza aniciata e gusto della tostatura.
Fonti e approfondimenti
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